Il ministro Orlando visita Revet
02/12/2013

«Sono qui in Revet perché ho accettato volentieri l'invito da parte di Cispel Confservizi Toscana» ha spiegato il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando nel corso dell'incontro organizzato per fargli conoscere la prima filiera industriale completa di riciclo delle plastiche eterogenee: raccolta, trasporto, selezione e preparazione al riciclo ad opera di Revet, società partecipata da Sienambiente. «Voglio vedere di persona - ha proseguito orlando - alcune delle principali eccellenze nel campo della Green Economy e delle imprese che stanno promuovendo obiettivi di politica ambientale, come è il caso di Revet e di Revet Recycling. Sono convinto infatti non solo che ambiente e sviluppo economico siano fra loro compatibili, ma che alcuni obiettivi di politica ambientale siano perseguibili soprattutto con strumenti economici ed incentivi ai settori industriali virtuosi». Il presidente di Revet ha sottolineato al ministro la necessità di considerare in modo prioritario gli obiettivi di riciclo effettivo (così come stabilito dall'Ue): «Dal 2008 con la direttiva europea e dal 2010 con il suo recepimento - ha detto il presidente di Revet Valerio caramassi - anche il sistema italiano ha assunto obiettivi di riciclo, (ovvero il 50% di quello che viene raccolto). Per questo motivo il sistema Anci/Conai non può più essere focalizzato solo sulla raccolta differenziata e deve invece considerare la selezione e il riciclo effettivo. Allo stesso modo anche l'allocazione delle risorse deve essere in sintonia con questo obiettivo ridistribuendole equamente tra raccolta differenziata (che è lo strumento) e il riciclo (che è il fine)». «Ciò che si raccoglie - ha continuato Caramassi - si divide in materiali che hanno un valore di mercato e in materiali che hanno un disvalore di mercato (come per esempio le plastiche eterogenee). Ecco il riciclo di tutti quei materiali che non hanno valore di mercato dovrebbe dunque essere promosso e incentivato dai consorzi di filiera (che per questo furono costituiti), così come è avvenuto per le energie rinnovabili»..