La giornata nazionale contro lo spreco alimentare che ricorre domani, è una buona occasione per segnalare la meritevole iniziativa di “Rete solida”, un progetto avviato nel 2012 e promosso dalle Acli di Padova e Rovigo. Cosa ha fatto “Rete solida”? E’ andata a recuperare nei punti vendita e dai produttori agricoli i prodotti invenduti destinati inesorabilmente al cassonetto, per redistribuirli alle mense e più in generale alle fasce più deboli. Qualche numero: solo nel 2014 sono stati raccolti oltre 10 tonnellate di cibo (mediamente 40 pasti al giorno) per un valore di circa 30mila euro. Dati importanti anche sul fronte della grande distribuzione e della produzione agricola: i 12 punti vendita e numerose cooperative di produttori agricoli coinvolti nel progetto hanno ridistribuito - tra prodotti invenduti, merce in scadenza ed eccedenze - 156.538 chili di beni per un valore di circa 331 mila euro. Purtroppo, molto rimane ancore da fare, soprattutto se si guardano i dati Last Minute Market. Secondo l’istituto di ricerca, nei centri agroalimentari all’ingrosso ogni anno una percentuale che varia dall’1 all’1,2% viene gestita come rifiuto (circa 118.317 tonnellate), mentre il canale distributivo perde circa 270.776 tonnellate. Per limitare al massimo queste cifre, l’apporto di attività come quella di “Rete solida” sono bene accette, ma è necessario comunque puntare sulla prevenzione alla riduzione degli sprechi incidendo sui sistemi e di produzione e sull’efficienza della filiera alimentare.
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