VISITA I NOSTRI IMPIANTI SENZA MUOVERTI DA CASA.

Da oggi puoi visitare gli impianti di Sienambiente comodamente dal tuo smartphone o dal tuo computer grazie a 4 digital tour che, attraverso il racconto di una guida specializzata. ti faranno entrare nei nostri impianti alla scoperta delle loro caratteristiche e del loro contributo all'economia circolare e alla salvaguardia ambientale.

Il progetto digital tour, insieme alla piattaforma sienambientetour.it dedicata alle scuole del territorio, concretizza la volontà di Sienambiente di continuare ad informare e a far visitare i nostri impianti facendo così fronte alla situazione causata dal Covid.

Impianto di riciclo delle cortine

Termovalorizzatore di Foci

Discarica di Poggio alla Billa

Murale di Foci

Plastiche

I materiali che arrivano negli impianti di riciclo dalla RD vengono selezionati, smistati e inviati a recupero. Nel caso della plastica, gli imballaggi subiscono una prima selezione meccanica e una successiva selezione manuale. Tutti i materiali che possono essere recuperati come materia prima seconda vengono inviati ai centri che si occupano della trasformazione. Nel caso degli imballaggi in plastica, questi vengono inviati, su indicazione del COREPLA, a Montello; quelli che non possono essere propriamente riciclati, ma che non sono dannosi o pericolosi, vengono invece inviati presso il nostro impianto adibito al recupero energetico. Solo una minima parte finisce il suo viaggio nella discarica.
COREPLA è il consorzio nazionale che recupera gli imballaggi in plastica e indica ai gestori degli impianti di selezione in quali centri inviare il materiale selezionato. Il consorzio funziona con un meccanismo di aste attraverso cui distribuisce i rifiuti, in base sia alla tipologia sia alla dimensione delle strutture, garantendo un’equa ripartizione tra i centri di recupero. I centri di selezione eliminano lo scarto, cioè tutto ciò che è stato conferito in maniera errata, ovvero ciò che non è di plastica e non è imballaggio, ad esempio i giocattoli, dopodiché inviano la plastica selezionata nei centri indicati da COREPLA.
I giocattoli, anche se sono di plastica, vengono scartati perché non rientrano nella categoria di imballaggi e al momento non esiste una tecnologia in grado di riciclare la plastica dura. Questo tipo di scarto viene destinato alla termovalorizzazione e al recupero energetico.
Il recupero energetico è la forma di produzione di energia che passa dai termovalorizzatori. La plastica, in quanto derivata dal petrolio, è un buon combustibile, con una buona resa calorifica. Il nostro termovalorizzatore accoglie i rifiuti non pericolosi che non possono essere riciclati, e rifornisce di energia circa 45.000 abitanti equivalenti, permettendo il risparmio di 8.000 tonnellate di TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) all’anno.
Questa è la preoccupazione più comune, ed era vero con gli inceneritori di prima generazione, che non avevano un adeguato sistema di filtraggio dei fumi e rilasciavano le diossine attraverso i camini. Con i termovalorizzatori di nuova generazione è diverso, le emissioni sono controllate costantemente, ci sono misure di sicurezza e c’è il possesso di tutte le certificazioni ambientali. Il nostro termovalorizzatore ha un sistema di controllo in continuo che trasmette i dati in tempo reale sul nostro sito e su dei monitor installati nel Comune di Poggibonsi e in quello di San Gimignano, consultabili da tutti; i valori delle emissioni, inoltre, sono sempre ben al di sotto dei limiti imposti per legge.
Con la parola “plastica” non si indica un singolo materiale, ma una  famiglia di materiali spesso anche molto differenti fra di loro e con diverse caratteristiche di riciclo. I polimeri che si trovano negli imballaggi in plastica, ad esempio, si possono dividere in ben sette categorie.
Molta di questa plastica inoltre è multistrato, ovvero è formata da più plastiche diverse per garantire migliori performance, ad esempio, di conservazione e protezione. Il Plasmix, ovvero questo insieme di plastiche eterogenee, comporta una maggiore difficoltà di riciclo. Lo stesso discorso vale per la plastica dura, ad esempio quella dei giocattoli, dei contenitori per la conservazione degli alimenti, o ancora quella degli oggetti di design. Per fare un esempio: le cassette in polistirolo (o più tecnicamente polistirene espanso) delle pescherie sono talmente intrise dei fluidi emessi dai prodotti ittici da rendere impossibile ad oggi il loro riciclo. La sfida del futuro va sicuramente in questa direzione, in un’ottica di economia circolare che permetta la riduzione degli scarti e la massimizzazione del riciclo e del recupero di materia.
Il polimero più facilmente riciclabile è il polietilene tereftalato, comunemente noto con l’acronimo di PET, ovvero la plastica delle bottigliette. Il PET è riciclabile al 100%, ci sono delle direttive europee che prevedono, entro il 2025, una determinata percentuale di PET riciclato nelle bottiglie.
Oltre al PET, tra i polimeri più facilmente riciclabili si trovano il PE (polietilene) e il PP (polipropilene), entrambi di largo uso.
Plastic free è estremamente importante per tutto ciò che non è necessario: la riduzione degli scarti è la prima regola e il primo obiettivo da perseguire. Anche l’uso delle borracce è consigliabile, la nostra azienda le ha distribuite a tutti i dipendenti. Detto questo, è utopico pensare ad una realtà plastic free, ci sono alcuni settori, come quello sanitario, dove la plastica è essenziale per il monouso. Da evitare è l’usa-e-getta nel quotidiano, le confezioni con troppi imballaggi, cose di questo tipo: anche l’Unione europea si è mossa in questo senso, mettendo al bando una serie di prodotti dannosi che dal 2021 non si troveranno più sul mercato (ad esempio i piatti e le posate in plastica). 
Più che di plastic free sarebbe opportuno parlare di usa e getta free. La plastica non è un nemico da eliminare, ma al contrario è una famiglia di materiali estremamente utile e che in molti casi ha permesso di fare cose che prima non erano possibili. Pensate al teflon usato nelle padelle antiaderenti  e sospettato di causare malattie; lo stesso teflon è usato anche per diminuire l’attrito negli ingranaggi e migliorare l’efficienza dei motori o come membrana che applicata ai nostri indumenti li rende impermeabili (goretex), membrana che ha consentito di realizzare le tute degli astronauti. Quello che c’è di sbagliato è l’uso che ne facciamo soprattutto se con mentalità usa e getta: la plastica, infatti, è un materiale inventato per durare anni e anni.

Carta e cartone

I materiali che arrivano negli impianti di riciclo dalla RD vengono selezionati, smistati e inviati a recupero. Nel caso di carta e cartone, i materiali che arrivano in impianto subiscono prima una selezione meccanica e poi una manuale ad opera del personale addetto, che provvede ad eliminare rifiuti impropri come plastiche, pezzi metallici e rifiuti non pericolosi. Carta e cartone vengono successivamente separati per tipologie e una potente pressa li lega in balle omogenee di circa 2 metri cubi di volume, che vengono pesate ed etichettate. Tutti i materiali che possono essere recuperati come materia prima seconda (MPS) vengono inviati ai centri che si occupano della trasformazione. Nell’impianto di Cortine produciamo due qualità distinte di MPS secondo gli standard delle norme tecniche (norme UNI 643) a cui le leggi fanno riferimento: carta mista (qualità 1.02)e cartone (1.05).
A gestire la filiera dei materiali cellulosici è COMIECO, che garantisce un flusso continuo di materiale in entrata alle cartiere. Ciò che non può essere propriamente recuperato viene inviato presso il nostro impianto adibito al recupero energetico. 
COMIECO il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base cellulosica. Raggruppa cartiere, produttori, trasformatori e importatori di carta e cartone per imballaggio, con la finalità di riciclare e recuperare gli imballaggi a base cellulosica raggiungendo gli obiettivi fissati dalle direttive Ue. 
Il Consorzio opera in sinergia con le Amministrazioni locali e i gestori della RD, insieme ai quali gestisce volontariamente, d’intesa con CONAI (Consorzio nazionale Imballaggi), il sistema della raccolta e dell'avvio a riciclo dei rifiuti di carta e cartone. 
Il ciclo di riciclaggio termina nell’impianto di selezione e valorizzazione, come il nostro impianto di Cortine, dove arriviamo all’End of Waste.
La gestione dei materiali passa a COMIECO, che si preoccupa di vendere sul mercato tramite delle aste periodiche le MPS prodotte da Cortine e dagli impianti analoghi del territorio nazionale. Alle aste partecipano cartiere o società di compravendita di materie prime cellulosiche spesso proprietà dei grossi gruppi cartari.
Si parla di End of Waste per indicare la cessazione della qualifica di rifiuto. Secondo la legge nazionale (128/2019), alcuni materiali non vengono classificati come rifiuti bensì come materia prima seconda. Questo agevola la filiera del riciclo e garantisce un minor utilizzo di materiali vergini.
Le materie prime seconde sono i nuovi materiali ottenuti dalle lavorazioni e pronti per essere utilizzati in nuovi prodotti. Questo consente di ridurre l’utilizzo di materie prime e di conseguenza lo sfruttamento delle risorse naturali, andando nella direzione di un’economia circolare.
La finalità è soddisfare la richiesta di materie prime di cui necessitano le cartiere per le proprie produzioni. Per poterlo fare serve altissima qualità nelle MPS prodotte, raggiungibile solo se c’è qualità nella RD.
I produttori degli imballaggi pagano un contributo ai Consorzi che a loro volta versano ai gestori del servizio di raccolta una quota che va ad abbattere la tariffa per il servizio di RD.
La maggior parte dei materiali cellulosici vengono recuperati e riciclati, compreso il cartone del Tetrapack. Ci sono però dei materiali che, per determinate caratteristiche, non possono essere ancora riciclati. Gli scontrini, ad esempio, sono fatti con una carta termica che genera problemi nel riciclo: vanno conferiti nell’indifferenziato per essere destinati al recupero energetico. Un discorso analogo vale per la carta oleata, la carta da forno, i fazzolettini e gli imballaggi sporchi di rifiuti organici.
Se è pulito, può essere appiattito e buttato con carta e cartone. Se invece è unto o presenta altri residui organici è necessario buttarlo nell’indifferenziato (sarà poi inviato a recupero energetico), per evitare che possa creare problemi durante le operazioni di recupero e riciclo.
Il recupero energetico è la forma di produzione di energia che passa dai termovalorizzatori. Il nostro termovalorizzatore accoglie i rifiuti non pericolosi che non possono essere riciclati, e rifornisce di energia circa 45.000 abitanti equivalenti, permettendo il risparmio di 8.000 tonnellate di TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) all’anno.
Carta e cartone possono essere riciclati fino a 7 volte prima che i materiali inizino a sfibrarsi e non avere più una buona resa. 
In generale e dove possibile è meglio scegliere prodotti che presentano imballaggi di carta e cartone, che rispetto alla plastica possono essere riciclati più facilmente, più a lungo e in quantità maggiori. La buona regola è comunque quella di evitare quanto più possibile prodotti con imballaggi superflui o misti: molte confezioni, ad esempio, sono di carta, ma all’interno c’è un rivestimento in plastica che non ne consente un corretto conferimento differenziato.
È necessario guardare le indicazioni sulla confezione, preferibilmente prima dell’acquisto. Fa eccezione il Tetrapack, che nella nostra provincia viene conferito nel multimateriale, da cui riusciamo a recuperare una buona parte del cartone presente e inviarlo alle cartiere per il recupero.

Alluminio

I materiali che arrivano negli impianti di riciclo dalla RD vengono selezionati, smistati e inviati a recupero.
L’alluminio viene separato dagli altri materiali conferiti nella raccolta del multimateriale secondo un doppio procedimento: prima, un potente aspiratore separa le frazioni leggere come l’alluminio (ma anche plastica e tetrapack) dal vetro. Dopodiché, un induttore magnetico separa i rifiuti in alluminio da tutti gli altri materiali. 
Tutti i materiali che possono essere recuperati come materia prima seconda vengono inviati ai centri che si occupano della trasformazione:  l’alluminio che esce dall’impianto di riciclo delle Cortine è ancora considerato un rifiuto e necessita di ulteriori lavorazioni. Viene dunque inviato ai centri specializzati scelti dal consorzio nazionale CIAL. 
Ciò che non può essere propriamente recuperato viene inviato presso il nostro impianto adibito al recupero energetico. 
CIAL è il Consorzio nazionale imballaggi alluminio, che tramite un sistema di aste pubbliche periodiche mette in vendita i rifiuti in alluminio selezionati, che verranno lavorati per diventare materia prima seconda. Nella filiera dell’alluminio, il bilancio ambientale del riciclo è estremamente positivo in quanto questo è sempre più usato, le risorse naturali non sono particolarmente abbondanti e il processo di produzione del minerale estratto dalle miniere (bauxite) è estremamente costoso ed energivoro rispetto alla produzione da alluminio riciclato.
Le materie prime seconde sono i nuovi materiali ottenuti dalle lavorazioni e pronti per essere utilizzati in nuovi prodotti. Questo consente di ridurre l’utilizzo di materie prime vergini e di conseguenza lo sfruttamento delle risorse naturali, andando nella direzione di un’economia circolare.
Il fine è quello di approvvigionare le industrie delle materie prime necessarie al loro funzionamento. Gli impianti di riciclo che trattano i rifiuti da RD sono a tutti gli effetti un ingranaggio della filiera produttiva dei beni di consumo che riforniscono di materie prime l’industria manifatturiera.
Questi impianti sostituiscono in parte le miniere, le cave, le coltivazioni di alberi per la produzione di cellulosa, ecc… Sono le così dette “miniere urbane”.
La qualità della RD è fondamentale per ass
I produttori degli imballaggi pagano un contributo ai Consorzi che a loro volta versano ai gestori del servizio di raccolta una quota che va ad abbattere la tariffa per il servizio di RD.
L’alluminio è un materiale facilmente riciclabile, che può essere trasformato in materia prima seconda più e più volte. Inoltre, come altri materiali quali il vetro, è riciclabile al 100%: questo implica che nel processo di riciclo e di trasformazione in MPS non viene persa nessuna parte del materiale.
In generale e dove possibile è meglio scegliere prodotti che presentano imballaggi riutilizzabili, come il vetro, o facilmente riciclabili come l’alluminio e la carta, che rispetto alla plastica possono essere riciclati più facilmente, più a lungo e in quantità maggiori. La buona regola è comunque quella di evitare quanto più possibile prodotti con imballaggi superflui o misti e i prodotti usa-e-getta.
Il recupero energetico è la forma di produzione di energia che passa dai termovalorizzatori. Il nostro termovalorizzatore accoglie i rifiuti non pericolosi che non possono essere riciclati, e rifornisce di energia circa 45.000 abitanti equivalenti, permettendo il risparmio di 8.000 tonnellate di TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) all’anno.

Vetro

I materiali che arrivano negli impianti di riciclo dalla RD vengono selezionati, smistati e inviati a recupero.
Il vetro viene separato da tutti gli altri materiali conferiti nella raccolta del multimateriale, con una notevole attenzione a romperlo il meno possibile.
Una volta separato dagli altri materiali, il vetro è controllato manualmente in una apposita cabina di cernita per allontanare le frazioni estranee presenti.
Tutti i materiali che possono essere recuperati come materia prima seconda vengono inviati ai centri che si occupano della trasformazione:  il vetro da RD infatti, prima di diventare MPS (o come si dice nel gergo del settore ottenere un “pronto al forno”) necessita di ulteriori lavorazioni di selezione e pulizia in impianti estremamente specializzati.
Il vetro che esce dall’impianto delle Cortine, quindi, è ancora un rifiuto che è destinato ad impianti di preparazione del “pronto al forno” scelti dal consorzio nazionale COREVE.
Ciò che non può essere propriamente recuperato viene inviato presso il nostro impianto adibito al recupero energetico. 
COREVE è il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro, che tramite un sistema di aste pubbliche periodiche mette in vendita il rifiuto vetroso selezionato.
Alle aste partecipano le vetrerie che poi provvedono a destinare il vetro agli impianti specializzati perché li selezionino secondo le loro esigenze producendo la MPS con le caratteristiche necessarie per la loro specifica produzione. 
Le materie prime seconde sono i nuovi materiali ottenuti dalle lavorazioni e pronti per essere utilizzati in nuovi prodotti. Questo consente di ridurre l’utilizzo di materie prime vergini e di conseguenza lo sfruttamento delle risorse naturali, andando nella direzione di un’economia circolare.
Il fine è quello di approvvigionare le vetrerie delle materie prime necessarie al loro funzionamento. Gli impianti di riciclo che trattano i rifiuti da RD sono a tutti gli effetti un ingranaggio della filiera produttiva dei beni di consumo che riforniscono di materie prime l’industria manifatturiera. Questi impianti sostituiscono in parte le miniere, le cave, le coltivazioni di alberi per la produzione di cellulosa, ecc… Sono le cosiddette “miniere urbane”. La qualità della RD è fondamentale per assicurare i necessari standard richiesti e per garantire alti ricavi economici erogati dal Consorzio COREVE. In questo caso, per ottenere qualità elevate influisce molto anche la tecnica di raccolta, cioè con quali altre frazioni di RD il vetro viene raccolto.
I produttori degli imballaggi pagano un contributo ai Consorzi che a loro volta versano ai gestori del servizio di raccolta una quota che va ad abbattere la tariffa per il servizio di RD.
Il vetro è uno dei materiali più facilmente riciclabili, infatti lo è quasi all’infinito. In questo senso, fare una corretta RD, stando bene attenti a dove e come si conferiscono i rifiuti in vetro, diventa fondamentale per massimizzare la percentuale di materiali da avviare a riciclo.
In generale e dove possibile è meglio scegliere prodotti che presentano imballaggi di carta e cartone o contenitori in vetro, che rispetto alla plastica possono essere riciclati più facilmente, più a lungo e in quantità maggiori. La buona regola è comunque quella di evitare quanto più possibile prodotti con imballaggi superflui o misti e i prodotti usa-e-getta.
Il recupero energetico è la forma di produzione di energia che passa dai termovalorizzatori. Il nostro termovalorizzatore accoglie i rifiuti non pericolosi che non possono essere riciclati, e rifornisce di energia circa 45.000 abitanti equivalenti, permettendo il risparmio di 8.000 tonnellate di TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) all’anno.

Buone pratiche e Tari

È importante fare sempre la RD con attenzione: una buona RD è una condizione fondamentale per il riciclo. Dopodiché, bisogna stare attenti a ciò che si compra, prediligendo alcuni materiali (come la carta, che è facilmente riciclabile) ad altri, ed evitando per quanto possibile l’acquisto di prodotti con imballaggi inutili o eccessivi. Inoltre, quando si buttano scatole e scatoloni, vanno sempre appiattiti.
Sì. CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi, fa pagare ai produttori di imballaggi una tassa chiamata “contributo ambientale” che viene girata, in base alla quantità e alla qualità della RD, alle aziende competenti: per il territorio di Siena, il gestore del servizio di  raccolta differenziata Sei Toscana. Tali contributi vengono per legge decurtati dai costi dei servizi di raccolta rifiuti e consentono di fatto di abbattere le bollette della Tari. 
Perché viene sottratto a monte. La legge prevede che dai costi del servizio di raccolta differenziata, che vanno a determinare la tassa del servizio di igiene urbana, vengano detratti sia i contributi che gestori e Comuni ricevono sia i ricavi derivanti dalla vendita dei materiali. Di questo risparmio i cittadini non hanno evidenza diretta, perché è applicato a monte, sui costi del servizio, e non a valle sulle bollette Tari. Tuttavia ha un impatto importante e, grazie ad una corretta RD, ogni cittadino dell’ATO Sud può risparmiare.